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giovedì, ottobre 05, 2006

Razzisti per necessità ma non xenofobi


( Scritto alle 5 del mattino, devo ancora fare il controllo grammaticale )

Con razzismo si indica la credenza della diseguaglianza tra le razze, o l'intolleranza per un gruppo di persone identificabile per una particolare caratteristica/e , come religione, colore della pelle ecc ecc.

Intollerare chi porta la cravatta, è razzismo, intollerare chi dice le parolaccie è razzismo, intollerare chi bestemmia è razzismo, odiare un gruppo di persone che hanno degli attenggiamenti fastidiosi (il fastidio è soggettivo) fa di noi dei razzisti.
A qualcuno non piace però essere etichettato come razzista, un individuo che si pronuncia su alcune tematiche come l'immigrazione, schierandosi contro, viene etichettato come razzista, il che rieccheggia nell'aria come una offesa.

Perchè la persona si offende se etichettata come tale?
Purtroppo, nel mare di terminologie usate a questo mondo, il razzismo viene confuso con la xeonofobia, che è una intolleranza per lo più infondata, generata dalla paura del diverso.
Se una persona parla in modo oggettivo dei problemi creati a causa dell'immigrazione clandestina, viene insultato con la parola razzista, la cosa è sbagliatissima, in quanto il razzismo non è un insulto, piuttosto una intolleranza a scopo difensivo, mentre lo potrebbe essere xenofobo, in quanto la paura è quasi sempre infondata.
Questa premessa, per evitare che qualcuno possa utilizzare nei miei confronti la parola razzista ad uso di insulto.
Mi son trovato spessissimo a parlare di un argomento scottante come l'immigrazione incontrollata di questi anni, e dei danni che causa, che sono tantissimi e ora andrò ad esporre, qualcuno di voi starà già pensando: "che imbecille che è questo qua, si metterà a fare i discorsi tipo Bossi della lega", non proprio, io ho le teorie mie e non le ho mai confrontate pienamente con quanto viene detto in giro.
Il primo problema dell'immigrazione, è che la parola immigrazione è diventata sinonimo di problema, l'immigrazione non è un problema, ma un fenomeno di interscambio tra diverse società, che contribuisce all'evoluzione della specie, in quanto mischiare le razze rende piu forti, a causa di alcune ben note leggi genetiche sulla ereditarietà delle tare, mischiare patrimoni genetici, di norma rafforza il nuovo individuo.
Nella storia, ogni volta che veniva scoperto un territorio nuovo, si andava a colonizzare, e nasceva l'immigrazione nella colonia, venne colonizzata l'america, e ogni clandestino che arrivava, doveva lasciare il prorio nome, per tenere un registro delle persone entranti, a scopo anche di sicurezza, oltre che di statistiche anagrafiche, e c'era tantissimo spazio, si poteva andare ovunque a popolare e costruire.
La situazione in Italia e in altri stati, non è più quella di una volta, l'immigrazione è diventata un problema, poi quando è clandestina ancora peggio, ma qualcuno non lo vuole ammettere, perchè si sentirebbe un razzista, anche se sarebbe meglio dire xenofobo.
Molto spesso la questione della delinquenza, è la prima che viene in mente pensando agli immigrati, in realtà l'immigrato ha già tanti problemi, vorrebbe solo lavorare per campare, ma se il lavoro non lo trova, diventa criminale.
Il problema non è quindi l'immigrato, ma l'incapacità di trovare lavoro alle persone che arrivano, visto che è un grosso problema dare lavoro agli stessi italiani, che se non trovano lavoro, o i soldi non bastano, diventano ladri pure loro.
L'Italia è un paese a tappo secondo me, è un bicchiere troppo pieno, l'immigrato si insedia nelle grandi città, dove cerca di aggregarsi in gruppi, e diffonde la sua cultura, nelle zone storiche e turistiche di una città, aprendo attività, e prendendo possesso di case, dove l'immigrato arriva, scende la sicurezza, c'è rischio di disordini, perchè c'è tanta gente che non ha piu nulla da perdere, gli affitti delle case crollano, il turismo cala, i locali tipici sono costretti a chiudere, e comincia un insediamento, che costringe chi era lì prima ad andarsene.
Il degrado che si va a creare, crea altra povertà, se il turista non porta soldi, non affitta la camera d'albergo, si va in fallimento, chi ha sete va a casa, non spende 4 o 5 euro nel Bar, cosa che invece fa il turista poco pratico del luogo.
L'immigrazione, ha causato uno snobbamento di alcuni lavori, qualcuno dice che se non ci fossero le badanti straniere, nessuno in italia starebbe dietro agli anziani, se non ci fosse qualcuno che pulisce il culo ai vecchi, nessuno lo farebbe se non per un sacco di soldi.
Mi sorge quindi una domanda: " Ma prima come facavamo ?".
Il problema è quindi questo, la creazione di lavori, moralmente deprecabili, come l'assistenza a un anziano, il muratore, l'agricoltore, fa diventare i ragazzi/e italiani dei "figli di papà", ci sono state alcune interviste ai giovani da parte delle televisioni, che hanno confermato questo disprezzo per alcune mansioni.
Ci sarebbero anche tutti degli altri piccoli problemucci che non andrò a trattare, ma uno mi sta a cuore in particolare, andiamo ad analizzare una certa situazione:
In una famiglia normale un padre al figlio fin dalla più tenera età, dà la paghetta, la prima raccomandazione è di non scialaquare il soldi in stupidaggini, ma questo perchè? Il ragazzino riceve dei soldi, sono suoi, perchè non può spenderli in quello che vuole?, la risposta è che il denaro dato in mano ad un ragazzino, è denaro perduto, è un investimento a perdere, non è come un acquisto di un bene per la casa, che mantiene comunque il suo vaolore per svariato tempo, e può anche essere rivenduto, ma una piccola falla che fa affondare anche se di poco la barca.
Quando il ragazzino cresce la paga aumenta, e vedere il proprio denaro andare via senta avere in cambio nulla di tangibile, diventa motivo di rabbia, ed è la stessa cosa che accade in italia, ma sembra che non se ne accorga nessuno.
La famiglia è lo stato con tutti i suoi abitanti, una gransissima famiglia, all'intento di questa grande famiglia c'è una certa quantità di denaro, questa famiglia manda via tantissimi soldi via, ma ritornano beni materiali che altri componenti della famiglia ricomprano, riconvertendoli in denaro, questo fa si che nel paese giri sempre il denaro, piu il denaro gira, più siamo ricchi tutti, purtroppo è necessario che il denaro da fare girare ci sia, altrimenti siamo tutti un poco piu poveri.
All'interno di questo contesto, esiste il ragazzino che prende i soldi della paghetta e li fa sparire, ma chi è ?, sono gli immigrati, che prendono il denaro guadagnato, e in taluni casi, lo spediscono fino al 90 percento al paese di origine, per aiutare la famiglia in difficoltà.
Questo denaro esce, ma non rientra nulla, è denaro buttato, denaro che non rientra in circolo, ed è tantissimo ogni anno, tantissimi soldi sono quelli provenienti dallo spaccio di stupefacienti da parte dei minori, che non vanno mai in galera, vendendo fumo (hashish)a 10/15 euro a grammo, guadagnano in un giorno, quello che non guadagno io in una settimana, nonostante questi enormi guadagni, non sono ricchi, ma sempre piu poveri, perchè hanno tanti fratelli nel paese di origine.
L'immigrazione è un problema, perchè non siamo in grado di supportarla, l'immigrazione è spreco di denaro pubblico e fuga di soldi dall'Italia, a danneggiare l'economia ci pensano già quei migliaia di Paperoni italiani che i soldi che hanno invece di farli girare, li tengono in deposito, non bisogna odiare gli stranieri, ma acettare il fatto che bisogna trovare al più presto una soluzione, per non finire come la Francia che si ritrova alla media di 14 aggressioni alla polizia giornaliere a causa del disagio degli immigrati nelle periferie.


1 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

madonna!!e te alle cinque del mattino ti metti a scrivere tutte queste cose??mah..comunque per me...la xenofobia è una cos,un sentimento,una paura che bene o mal eabbiamo tutti,nel nostri più profondo io.Ma il razzismo è una forma di disprezzo verso na persona..non d'intolleranza...se a me sta antipatica na persona che dice le parolaccie o che porta la cravatta..non la pesto a sangue spellandola viva sulla braccia per cercare di farle cambire colore... questi sono i razzisti.se vedo no con la cravatta che cammina sul mio stesso marciapiede e sono xenofobo..cambio strada..ma se vedo un nero sul mio sentiero,se sono razzista,li corro incontro e lo ammazzo di botte...capito?? comunque sia...è bene che ci siano ragazzi che alle cinque del mattino si alzano per dire queste cose..sono la nostra speranza...ciao...Noemi

5:50 PM  

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