Diario di un grafico, una vita tra i due mondi

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mercoledì, dicembre 27, 2006

Luci sul palco

Quanto tempo....sette anni dall'ultima volta.
Non ricordavo più come si stava con le luci piantate contro il viso, quando le gambe un po' tremano e non si è più tanto sicuri della propria voce.
Tanti anni che l'unico mio pubblico sono solamente gli amici piu stretti e quelli su internet, ma ogni tanto davanti allo specchio mi guardo e mi immagino su un enorme palco con una folla urlante sotto.
Sette anni dall'ultima volta, non c'era un pubblico urlante sotto, ma comunque più di 2000 persone, venute a vedere lo spettacolo delle scuole, impersonavo l'usurpatore del trono in robin hood, il principe Giovanni se non erro, ma la avevamo fatta tipo musical con canzoni di lucio battisti modificate dal prof di ginnastica.
Ricordo ancora quando mi lanciarono sul palco, con il radiomicrofono ad archetto messo in fretta e furia, e little john ubriaco che non ricordava le parole, i fari contro il viso non mi permettevano di vedere oltre le prime file...e meno male...
Sta sera c'era il karaoke al pub, sul palchetto dove di solito suonano i gruppi, vedere la gente che saliva a turno e gli amici che insistevano, mi ha fatto venire una voglia matta di tornare a cantare davanti a gente sconosciuta.
Dopo le esortazioni della proprietaria, ho deciso di salire per fare "piccola stella senza cielo", ho esordito dicendo: " Non so se la faccio tutta, magari mi emoziono..", invece non solo la ho cantata tutta, ma ho pure fregato la chitarra al chitarrista che accompagnava le basi, e gli ho rubato la scena :P.
Ho fatto "Behind blue eyes" rifatta da Limp Blizkit e "Wake me up when semptember end" dei Green Day, non me ne sarei piu voluto andare.....ma bisogna far cantare tutti e me ne son dovuto andare...peccato che nelle spie si sentiva poco quello che facevo, pazienza la prossima volta andrà meglio...


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domenica, dicembre 24, 2006

Un Venerdì ventoso...

Sto andando di corsa, mi stanno aspettando, sono sempre in ritardo , come al solito.
Salgo le scale mobili, una signora sconosciuta mi fa notare che il mio portafoglio alloggiato nella tasca posteriore dei jeans è a rischio di furto, io gli rispondo dicendo che sto sempre in guardia, ma non mi vuole credere.
La pizzeria è chiusa, e ci ritroviamo a non saper dove andare...il nostro obiettivo era quello di fare un pranzo natalizio in anticipo tra compagni di corso, ma il destino in questo venerdì ventoso ci è avverso.

Le pizze le prendiamo da asporto, e le consumiamo avidamente in una aula vuota, come lo è del resto tutta la facoltà, in cui non c'è quasi anima viva.
Il più bel pranzo natalizio che ricordi, distante da casa, assieme alle persone con cui amo stare.
Tutti vanno via, e mi ritrovo a vagare per le strade ventose, l'aria fredda nel collo mi stordisce come al solito, e dopo un po' comincio a vacillare, sono molto stanco per l'aver dormito poche ore ma non ho voglia di andare a casa.
Cammino per il porto antico, le fronde delle palme ondeggiano, e nono stante il tiepido sole, non c'è modo di scaldarsi.
Costeggio il mare, tante piccole ondine rendono increspata la superficie dell'acqua battuta dal vento, alcuni uccellini svolazzano tra una vecchia barca e una pianta secca cresciuta lungo il muro del molo.
Mi fermo a guardare i gabbiani posati sull'acqua, e mi apposto con la mia reflex digitale nella speranza di poter catturare l'attimo di un volo, Impresa alquanto ardua senza il teleobiettivo.
Sto per prendere il treno, ma non ho voglia di tornare a casa, mi prendo una fanta e vado di corsa verso la farmacia.
Sulla destra della farmacia c'è un portone che quasi nessuno conosce, entro di corsa, sono in 5 tutti seduti, supero le porte che poco dopo si chiudono dietro di me.
Dall'alto una voce dialettale, avvisa dall'altoparlante:"Oua se parte".
Io sono in piedi, e lo strattone iniziale rischia di farmi cadere, così mi tengo.
Il gabbiotto è piccolino, portata massima 25 persone mi pare di aver letto, ma secondo me son anche troppe per quell'angusto spazio, le pareti da una certa altezza in poi sono vetri trasparenti, sono in piedi, guardo avanti e mi godo il viaggio.
Ci addentriamo nelle viscere del monte, il gabbiotto su rotaia, percorre il lungo corridoio illuminato, trainato da un cavo d'acciaio che scorre in mezzo ai binari, dopo poco arriviamo alla fine della tratta ferrata e tutto si arresta.
Si affianca a noi il gabbiotto clone del ritorno, con una sola persona dentro, sotto alcuni meccanismi sofisticati sganciano lui e agganciano noi.
Stiamo salendo per il camino che buca dall'altro in basso la montagna, guardo fuori, questa volta è tutto più buio, avvicino la mia faccia al vetro che si riflette come uno spettro quanche centimentro avanti ai miei occhi, i neon orientati verticalmente si riflettono sulle mie pupille e si defornano curvandosi, nel silenzio della ascesa.
Esco di lì e sono davanti al castello, non l'ho mai visitato, ma mi ci volevano portare alcune settimane fa, sto andando a trovare un vecchio amico, è Natale, non mi dimentico di incontrare chi non vedo da tanto tempo.
Sono stanco, dopo cena il divano diventa il mio giaciglio e mi addormento vestito per poi risvegliarmi al buio nel cuore della notte.


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martedì, dicembre 19, 2006

La mia vecchia Panda....

Dopo il gran successo dell'ode alla mia Punto, ho deciso di dedicarne una anche alla mia prima automobile.

La mia vecchia auto era Fiat.
La mia vecchia auto mi era stata regalata dal padre di un mio amico.
La mia vecchia auto era color rosso amaranto.
La mia vecchia auto pur non ricordando alcun animale in via di estinzione la chiamavano Panda.
La mia vecchia auto, diverse volte si è dimenticata di curvare.

La mia vecchia auto, montava il servoscherzo, girando a destra andava a sinistra, soprattutto dopo il primo muretto.
La mia vecchia auto, è riuscita a perdere aderenza in una curva in salita.
La mia vecchia auto aveva 34 cavalli dichiarati sul libretto, ma realmente credo ne avesse anche meno.
La mia vecchia auto aveva due faretti da 100 vatt aggiuntivi montati sul paraurti davanti.
La mia vecchia auto quando frenavo un po piu forte faceva uscire il fumo dai dischi a tamburo o quello che aveva sotto.
La mia vecchia auto ha fatto i 120 con sei persone sopra in centro urbano.
La mia vecchia auto è passata col rosso e il vigile la ha fermata, ma poi compassionevole non la ha multata.
La mia vecchia auto è stata riempita di insulti dagli autisti delle macchine dietro perchè è rimasta senza benzina al semaforo, proprio quando è venuto verde.
La mia vecchia auto è stata rifornita di carburante grazie all'utilizzo di un pezzo di cartone preso dall'immondizia usato come imbuto.
La mia vecchia auto ha visto maialate, di cui io però io ero solamente il terzo incomodo.
La mia vecchia auto montava un aplificatore per chitarra nel bagagliaio, alimentato con la batteria della stessa vettura.
La mia vecchia auto aveva una striscia bianca sopra tipo Viper, fatta dalla mia mano esperta con la bomboletta.
La mia vecchia auto aveva l'aria da tirare, dopo essere partiti però, pre i primi minuti, non ci si poteva più fermare, altrimenti si spegneva in mezzo alla strada ingolfandosi.
La mia vecchia auto non si rompeva mai, bastava aprire il cofano per capirne il motivo, non puoi rompere quello che non c'è.
La mia vecchia auto ha portato un passeggero sul tetto, io.
La mia vecchia auto non faceva entrare le marce durante la guida, a sua discrezione.
La mia vecchia auto non aveva l'orologio di bordo.
La mia vecchia auto non ha mai saputo cosa fosse un contagiri.
La mia vecchia auto mi ha fatto vivere le piu belle serate della mia gioventù.
la mia vecchia auto non poteva circolare in città al mattino perchè non catalizzata.
La mia vecchia auto aveva il parabrezza piatto!!!!!
La mia vecchia auto me la ha rubata un mezzo malavitoso che se la è rivenduta non si sa a chi, ma appena lo becco ci rompo le corna.

Io me la immagino ancora come era, a correre libera in qualche paese dell'est.

Aoo ma nndo nnate.....che i libretti ce li ho ancora io fetenti!!!


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giovedì, dicembre 14, 2006

Welby farai fare un grande passo avanti all'Italia...Papa non arrogarti il diritto di decidere della vita degli altri !!

Sono le sette e mezza del mattino e ho fatto una pausa dal lavoro che sto facendo per documentarmi un poco sul caso Welby.
Stavo leggendo un po di cose su Piergiorgio Welby, ho ascoltato il suo discorso letto con la voce sintetica.
Ma il sentimento più grande non è stato di compassione e pena, ma di rabbia, soprattutto contro il Papa Benedetto, che e a tutti quelli che come lui difendono il valore della vita in modo morboso senza rispetto per le scelte altrui.

Chi vegeta senza poter vivere, ha il diritto di poter decidere della propria vita in quanto è sua !
Ma mi chiedo......stiamo scherzando ?, ma che cazzo vuole lo stato e come si permette di fare soffrire una persona, tenendola attaccata a dei meccanismi che gli prolungano la sofferenza ?
La vita è bella e se a uno piace se la tiene stretta e ne fa quello che cazzo gli pare, basta che non invada la libertà degli altri.
Ora dico io, e lo dice anche Welby, la cristianità dice che la vita deve fare il suo corso, ecco appunto, usare apparecchiature che forzano la vita in modo non naturale è una cosa veramente terrificante, oserei dire nauseante.
Se fossi io nei panni di Welby sarei di un incazzato che mi verrebbe un infarto all'istante.
Ragazzi....è ora di svegliarsi....basta prendere per certa ogni cosa che dice il Papa, è un uomo come tanti, non è certo lì perchè ce lo ha messo dio, ma perchè cel'hanno messo altri uomini, finchè si parla di stronzate tipo l'uso del preservativo e che non si devono avere rapporti prima del matrimonio...bla bla bla, dica pure, tanto tutti se ne fregano e trombano come ricci, appunto perchè non si può imporre alla gente di fare scelte diverse dalla propria reale volontà.
Ma se ci mettiamo a parlare di eutanasia, e impediamo ad un individuo di poter agire nella sua libertà la cosa è vergognosa, nessuno può arrogarsi il diritto di farlo!
la gente ha la merda nel cervello, non ha mai visto un malato terminale forse, o ha fatto finta di non vederlo forse, io ho visto mio zio, è stato curato finchè si è potuto, quando la sofferenza era così forte che neanche più la morfina faceva nulla, sono stati momenti terribili...giorno e notte di ansimi nel silenzio, nella penombra, un corpo che si consuma, che si deforma, che soffre cosi tanto che la sofferenza ti entra dentro e ti buca da parte a parte, e tutto l'egoismo di tenerti un caro vicino sparisce, come si fa ad assistere ad una cosa del genere e voler prolungare una sofferenza si una persona ?
Cazzo sono le 7:41 del mattino, sto lavorando e sono incazzato nero, non ho voglia di dormire, voglio sputare in faccia a chi non permette di decidere della propria vita, facciamo una vita di merda per colpa di politici corrotti e delinquenti e non ci lasciano neanche morire in pace, perchè ci dicono che la vita va vissuta tutta e che è sempre bella.
Papa fatti piantare un tubo in gola come welby, e un altro nella pancia che ti aspira i liquidi dagli intestini, e altri tubetti qua e là, quando finalmente ti sentirai come Neo nella vasca di liquido in Matrix, pregherai anche tu il Dio che ti prenda con se il prima possibile.

BASTA TORTURARE I MALATI TERMINALI, BASTA ACCANIMENTO TERAPEUTICO, BASTA GIOCARE CON LA VITA DEGLI ALTRI !!!!!!!!!!!


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La finiamo di Sponsorizzare le cose integralmente contro natura ?

Questo post romperà le scatole a parecchie persone che si sentiranno chiamate in causa.
Mi piacerebbe che si smettesse di fare politica contro natura, in generale in tutto il mondo, ma in particolare che non si cominci in italia.
Premettendo che non ho alcuna forma di pregiudizio nei confronti degli omosessuali, vorrei che si smettesse di appoggiare un comportamento contronatura, per una questione di coerenza col fatto stesso di essere parte della natura.

Facciamo tantissime cose contro natura, inquiniamo, beviamo l'acqua di altre regioni, e le altre regioni bevono la nostra, cerchiamo di fare la minor fatica possibile per muoverci e poi spendiamo soldi per faticare in palestra.
Siamo consapevoli di avere degli atteggiamenti assurdi e contro natura, li giustifichiamo con questioni economiche spesso, ma comunque non c'è nessuno (spero) fiero di aver inquinato con la macchina.
Siamo arrivati ad un punto in cui sta diventando tutto lecito, le società sono nate per imporre dei limiti alle libertà di un individuo, per impedire che possa invadere quella fisica e mentale degli altri.
Ora veniamo all'omosessualità, è una pratica che può essere tranquillamente fatta, ma non deve essere appoggiata da nessuno, perchè una società non può permettere che al suo interno venga pubblicizzato un qualcosa che mira a distruggerla, per la bisessualità sarebbe un po' diverso...
L'omosessualità può essere praticata, ma non in pubblico, esiste una morale che nasce dall'istinto del corretto vivere instrinseco all'essere.
Io non mi tiro fuori l'uccello in mezzo alla strada, e non mangio la cacca davanti alla gente che passeggia, perchè se mi piace farlo, lo posso tranquillamente fare in casa mia e non me lo vieta nessuno (sto ipotizzando, non sono coprofago), ma siccome esiste una forma di rispetto verso le altre persone, che non è che proverebbero fastidio perchè sono bigotte, ma semplicememente perchè manifesto atteggiamenti contro natura che causano negli altri individui un senso di rigetto.
Stiamo andando verso un futuro dove tutto è permesso, come mostrare tette culi e fighe ovunque, alcune cose son sempre state belle perchè "proibite", ed esisteva il senso di trasgressione, che ora viene sempre di più a mancare.
A parte questa parentesi, in sostanza ci vuole rispetto per gli omosessuali, perchè sono persone malate, affette appunto dall'omosessualità che è una deviazione dalla corretta funzionalità del rapporto di coppia, ma non bisogna sponsorizzare questo atteggiamento.
Qualcuno se ne esce dicendo: anche le coppie normali praticano atteggiamenti contro natura come il sesso anale, che non è finalizzato alla riproduzione, inoltre esistono delle coppie omosessuali che si amano cosi tanto che sono sicuramente meglio delle famiglie attuali dove la gente si separa e lascia i figli.
Il sesso anale non è una pratica fatta in modo esclusivo dalla coppia, come ivece abbiene in quella omosessuale ad esempio, e le famiglie si distruggono non perchè non ci si ama piu, o meglio, alla fine non ci si ama più, perchè non esiste più la famiglia come era intesa una volta, ovvero una coppia per un progetto di vita, come la gestione di una attività, come una bottega, una zona agricola, cose del genere, dove le difficoltà si affrontavano assieme, la donna ha voluto parificarsi con l'uomo, perchè considerava le proprie mansioni umilianti, la cosa molte volte è stata portata fino all'eccesso, c'è stato uno sconvolgimento nei ruoli, che pare non abbia fatto molto bene alla famiglia.
Nelle famiglie, tantissimo in quelle italiane, si litiga per questioni economiche, per piccole stupidaggini, i rapporti si distruggono, a rafforzare questo fenomeno è il malcontento generale per tantissimi motivi che si riconducono a quelli politici, e i figli ne soffrono, non vedo cosa in una famiglia omosessuale potrebbe dare piu amore ad un figlio.
Riflettendoci l'omosessualità non è detto che sia un rapporto contro natura, anzi potrebbe essere un' opera della natura per rallentare, controllare, l' incremento demografico.
Resta il fatto che non va sponsorizzata, ogni omosessuale è un cittadino come un altro, ma non va appoggiato il suo volere creare un nucleo famigliare con figli.
La libertà di un cittadino finisce dove comincia la libertà di un altro, l'omosessuale non sconfina la libertà fisica di nessun individuo, come non sconfina la libertà di nessuno chi chiede l'eutanasia o vuole suicidarsi, gli ultimi due però sono reati, come mai ?
Chi appartiene ad una categoria, la difende e gli sembra sempre che sia giusto farlo, e vuole convincere gli altri che lo è, esponendo tutte le sue motivazioni, non per questo va appoggiato sempre però.
Gli istinti e la selezione naturale ci hanno fatto evolvere fino ad oggi, perchè decidere di andargli contro?



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domenica, dicembre 10, 2006

La grande festa...ma chi è che dorme nella stanza segreta ?

Sto andando all'ennesima festa organizzata dai miei amici con la mia collaborazione, ho fatto la grafica dei biglietti di ingresso, siamo in due in macchina e in ritardo come al solito, ogni tanto la vecchia Volvo raschia sotto facendomi sobbalzare.
Dopo aver messo a posto alcune cose, decidiamo di andare a cercare a piedi una pizzeria, io non mi metto neanche la giacca, tanto a quel che si diceva era molto vicina.
Dopo alcuni minuti di cammino, quando la speranza era oramai persa, finalmente siamo riusciti a scorgere questa pizzeria da asporto, all'interno qualche extracomunitario, uno che sembrava un po sciachelo (scemotto, come si usa dire qua ), e dietro dal banco a servire, due ragazze niente male.
Appena prese le pizze, abbiamo deciso di mangiarle per strada su una panchina, perchè eravamo parecchio affamati, io ero senza giacca, ma per fortuna non tirava vento.
[...]
La grande festa ha inizio, indicativamente siamo un 350 persone, entro ed esco per fare fotografie, il locale è della parrocchia e nella parte che da verso l'ingresso è soppalcata, in questa parte superiore, vi sono delle aulette catechistiche, che si affacciano all'interno del locale con un lungo terrazzo.
Deciso più che mai a raggiungere il terrazzo, che si trovava ad una altezza da terra di circa tre metri e mezzo, per fare le foto dall'alto, decisi di posizionare una seggiola nella parte piu vicina al muro, e mi feci aiutare a salire su grazie alle mani di un amico che mi tenevano il piede destro.
Dopo un po' che giravo e facevo foto, dopo anche essere riuscito ad entrare in una auletta aperta che dava sull'esterno con una finestra da cui avevo fatto altre foto, decisi di scendere, ma sapevo che nessuno mi avrebbe mai aiutato, e mi sarebbo toccato saltare giù con la macchina fotografica al collo, rischiando di romperla saltando.
Cominciai a esplorare, ad aprire tutte le porte, ci doveva essere un modo per arrivare li sopra con delle scale, e quindi anche di discendere, finalmente trovai delle scale che scendevano, controllai che non vi fossero allarmi, anche perchè non volevo che scoppiasse un casino, per essere passato in una zona in cui non doveva passare nessuno quella sera, qualcosa pareva esserci, ma probabilmente erano le lampade per illuminare la discesa che io non accesi.
La scala era così molto buia, ora i rumori delle persone non erano più così forti, ecco varie porte, non ricordo era buio, forse solo una, a occhio e croce aprendo la porta che avevo davanti, sarei dovuto spuntare nel corridoio di ingresso.
Aprii la porta, subito nelle narici sentii un forte odore di sigaretta, di chi ha fumato in una stanza senza aprire le finestre, subito mi dissi:"questa è una piccola stanzetta di comunicazione, sicuramente ci sarà una altra porta per fnire nel corridoio, dovrebbe esserci una porta chiusa da fuori, ma che magari io posso aprire".
Filtrava poca luce dalla finestra, ma sufficiente per accorgiermi che non ero solo li dentro.
Accanto a me c'era una persona che dormiva in un letto, con le coperte tirate su quasi fin sopra la faccia, potevo sentirla russare.
Chiusi istintivamente la porta cercando di non svegliarlo/a, la musica e il fracasso delle persone erano ad altissimi livelli, non so chi fosse e come facesse a dormire, mi toccò tornare indietro e saltare giù, per fortuna senza conseguenze negative.
Ora son qua a scrivere, perchè vorrei andare a letto, ma ho pasticciato così tanto con gli alcolici e son stato a vedere tanta gente messa male, che mi viene da dare di stomaco, anche se non sono affatto bevuto.
Lo stomaco brucia, il Maalox è finito, domani mi aspetta una durissima giornata di lavoro, la domenica oramai non è più il giorno del riposo, ma 24 ore bonus, che ti permettono di recuperare il tempo perduto......




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venerdì, dicembre 01, 2006

Non ho più sonno

Non mi ricordo più cosa vuol dire avere sonno, quella specie di situazione in cui si mette il fisico per prepararsi a dormire, normalmente gli occhi si fanno pesanti, si sbadiglia, e si cerca di trovare un cuscino ovunque tenti di appoggiarsi la testa.
Ho sballato così tanto i miei orari che il mio fisico non mi manda più questi segnali, sono le 7 e 20 del mattino e sono sveglio, mi sono alzato alle 2, ma mi sono addormentato subito dopo cena.

Ho passato una settimana con orari assurdi, lunedì mattina mi sono svegliato dopo due ore e mezza di sonno, martedì dopo 5, e mercoledì dopo 6 forse, nel pomeriggio quando son tornato a casa prima di cena, non mi sentivo assonnato, ma debilitato, come un malato, e sono crollato vestito sul letto, per poi risvegliarmi alle 2, e occhi mi è successa la stessa identica cosa, ma subito dopo cena.
Mi fa male la pancia, ho nuovamente la gastrite che tento di calmare col maalox.
Devo lavorare e studiare, ma anche dormire, ma dormire è una perdita di tempo, a letto penso a un sacco di cose, quando dormo faccio incubi, prima stavo sognando che molti miei amici erano morti, mi sveglio e sto gia pensando, devo dormire, ma ho troppo da fare, presto mi esaurirò forse, e scoprirò quali sono i miei limiti.


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